Storia

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Storia della Carinzia: Dal regno del Norico fino al Trattato di Stato del 1955


Il nome Carinzia (Carantania) deriva dalla radice preindogermanica “car” che significa “roccia”.

L’indicazione della radice “Carontani” è stata menzionata per la prima volta nel 7° secolo dal geografo di Ravenna nella sua cosmografia; l’indicazione della regione “Carantanum” viene documentata per la prima volta prima dell’anno 800 dallo storiografo Paolo Diacono.


Già dall’età della pietra, gli uomini vivono nel territorio dell’attuale Carinzia. Nel secondo secolo a.C. le tribù celtiche fondarono il regno Norico, il cui centro si trovava sul monte Magdalensberg in Carinzia. I celti di Norico avevano rapporti economici attivi con i romani. Particolarmente famoso era il ferro norico prodotto in Carinzia. Nel 15 a.C. i regno Norico divenne parte del Regno Romano. La provincia del Norico andava dal Danubio fino all’attuale Slovenia. Il capoluogo provinciale fu per lungo tempo Virunum (sullo Zollfeld a nord di Klagenfurt). Nei pressi di Spittal an der Drau sorgeva la città romana di Teurnia. I celti nel Norico assunsero la lingua e i costumi dei romani. La prima cristianizzazione in Carinzia avvenne nel 300 circa d.C. con il patriarcato di Aquileia. Virunum e Teurnia divennero sedi vescovili.


Durante il periodo delle migrazioni dei popoli nacquero la cultura antica e il primo Cristianesimo. Alla fine di quest’epoca, le tribù slave immigrarono nel territorio delle Alpi. Queste fondarono il principato di Carantania che aveva il suo centro a Karnburg sullo Zollfeld (a nord di Klagenfurt). Nell’8° secolo la Carantania divenne dipendente dalla Baviera. Contemporaneamente iniziava da Salisburgo la nuova Cristianizzazione del paese.


Nel 9° secolo, a seguito di una rivolta, i principi slavi furono deposti. La Carantania divenne quindi una contea del regno franco. L’insediamento del paese iniziò dalla Baviera. Da oltre 1000 anni la Carinzia era abitata da due ceppi di popolazioni. Dai colonizzatori bavaresi derivavano i carinziani di lingua tedesca, dagli abitanti slavi del primo medioevo i carinziani di lingua slovena.


Dall‘876 regnò in Carantania Arnulf, il figlio illegittimo del re franco Karlmann. In seguito divenne imperatore del regno franco e nei libri di storia venne citato come Arnulf di Carinzia. Nel 976, la Carinzia divenne un ducato autonomo da cui ne deriva l’individualità storico-politica più antica tra gli attuali paesi federali austriaci. I duchi della Carinzia venivano insediati con riti particolari presso la “pietra del principe” a Karnburg (fino al 1414) e al seggio ducale presso Maria Saal (fino al 1651). Nel 1518 Klagenfurt fu regalata dall’imperatore Massimiliano I. agli stati della Carinzia e in seguito ne divenne capitale. Tra il 1797 e il 1813 anche la Carinzia fu scenario della guerra franca. A capo della resistenza c’era Johann Baptist Türk, „Andreas Hofer il Carinziano“.


Dopo la prima guerra mondiale e la caduta della monarchia del Danubio, lo stato SHS jugoslavo impose i propri diritti territoriali in Carinzia. L’assemblea carinziana provvisoria con il governatore Arthur Lemisch decise di aderire al nuovo stato dell’Austria tedesca e il 5 dicembre 1918, in una seduta segreta proclamò, la resistenza armata contro le truppe slave del sud che avevano invaso. La battaglia di resistenza della Carinzia sotto il comandante in capo Ludwig Hülgerth fu il motivo per cui gli alleati appoggiarono un plebiscito. Il 10 ottobre 1920, 22.025 uomini (59,04 per cento) votarono alla fine perché la Carinzia appartenesse all’Austria. All’incirca ogni due voti uno era di un carinziano di lingua slovena. La Carinzia tuttavia, con la sottoscrizione del Trattato di St. Germain, perse il Kanaltal e il comune di Weißenfels al confine con l’Italia così come il comune del Seeland, la Mießtal e il territorio intorno a Dravograd al confine con la Jugoslavia.


Dopo la seconda guerra mondiale, la Carinzia era una zona d’occupazione britannica, la Jugoslavia però pretese la divisione della Carinzia in parti. Da parte della Carinzia venne chiaramente sottolineata l’indivisibilità del paese. Con la conclusione del Trattato dello Stato di Vienna nel maggio 1955, che venne firmato anche dalla Jugoslavia, terminò la discussione internazione sui confini della Carinzia. Nel Trattato di Stato sono ancorati anche i diritti delle minoranze austriache (Articolo 7).